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#Challengethestatusquo with Giovanni Marabese
#Challengethestatusquo with Giovanni Marabese

WRAD MAGAZINE

#Challengethestatusquo with Giovanni Marabese

publish on March 18, 2021

“I challenge the status quo by contributing to the conservation of cultural biodiversity through food.”

 

Giovanni ha la passione per il cibo. Fino a Marzo 2020, attraverso il suo progetto, Milano Food Project, ha organizzato cene che avevano come protagonisti ingredienti oggi in via di estinzione. Purtroppo la pandemia ha messo i freni a questa bellissima iniziativa, o meglio, la ha mutata. Giovanni oggi sta lavorando per aprire un laboratorio di panificazione attraverso la quale vuole re-inventare l’idea di qualità, partendo dall’educazione e diffondendo la cultura del pane nel mondo. All’interno del suo laboratorio di panificazione (@tone.milano) introdurrà metodi di cottura e forni tradizionali Giorgiani. Giovanni sta mettendo in discussione lo status quo contribuendo alla conservazione della biodiversità culturale attraverso il cibo.

 

Da dove nasce l’idea? Durante l’università Giovanni parte per un viaggio di ricerca in Nepal. Un viaggio che ha l’obiettivo di osservare e studiare i metodi di approvvigionamento del miele delle popolazioni locali.

“Come questi gruppi risolvono alcuni dei problemi deve essere preso da esempio per un cambio di paradigma in sistemi più grandi.”

 

La comunità di cacciatori di miele del Nepal, come si può intuire dalla parola stessa, si occupa di trovare il miele in natura.

 

“Tralascio per un attimo la pericolosità di questo lavoro, che consiste nel rimanere sospesi nel vuoto con delle scale di corda. Questa popolazione si trova a 6 ore in auto dal primo villaggio abitato, è immersa completamente nella natura selvaggia e nei boschi di rododendro dell’Annapurna. Per loro il miele è un cibo fondamentale per la dieta e la sussistenza del popolo.”

 

In Nepal la crisi climatica ha portato, nel migliore dei casi, una massiccia migrazione delle api. Nel peggiore, le ha uccise in massa. Cosa succede quindi se questi cacciatori non possono più raccogliere il miele? Nella migliore delle ipotesi se lo fanno mandare da fuori, da qualche grande azienda, mettendo a rischio la loro stessa indipendenza alimentare. Nel peggiore, migrano. Come le api.

 

“Loro si stanno adattando: creano arnie all’interno dei propri campi coltivati, nei tetti e nelle pareti delle case, per proteggere le api da sbalzi climatici, piantando fiori per cercare di trattenerle. Ma il miele è diverso. Non è giusto che una tradizione millenaria come quella della caccia del miele si estingua così."

 

 

Questa è una storia che Giovanni ha visto ripetersi in ogni luogo che ha visitato durante la sua ricerca universitaria, Islanda inclusa, dove ha visto banchi di pesce migrare per l’innalzamento delle temperature delle acque.Questa è la ragione per la quale Giovanni ha deciso di aprire un suo panificio.

 

“Il ragionamento dell’occidente è sempre stato: esportiamo cultura. No. Io ne voglio importare. Made in Italy? Si. Ma con un occhio fuori. Perchè le soluzioni sono in tutto il mondo. Anche nel pane. Il più semplice dei cibi: farina e acqua sono ingredienti essenziali per milioni di ricette diverse. Tante quante le culture da cui provengono. Eppure, ci uniscono allo stesso modo.”

 

Ringraziamo Giovanni per il coraggio di mettere in discussione lo status quo.

Seguitelo su @gianfransson & @tone.milano.


Change can happen, WE can lead it.
#Challengethestatusquo

publish on March 18, 2021

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