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Desideri insostenibili
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WRAD MAGAZINE

Desideri insostenibili

publish on July 31, 2023

Desideri insostenibili

Junk – Armadi Pieni (co-produzione WILL MEDIA e SKY ITALIA reperibile sul canale YouTbe di Sky Italia, su Sky Ondemand e su Now), pone una domanda inevitabile: una qualche forma di sostenibilità socio-ambientale e la società dei consumi possono co-esistere?

Finora, pare il capitalismo sia stato abilissimo nell’assorbire e mercificare qualsiasi ideologia così da renderla una leva commerciale con cui ingrassare profitti. Poteva l’ecologia costituire eccezione? La sua visione di un equilibrio eco-sistemico è stata fagocitata e ridotta alla devastante rassicurazione che “puoi continuare a consumare quanto e più di prima senza sentirti in colpa”. Possiamo continuare a usare la macchina privata per andare dalla cucina al bagno, purché sia elettrica. Possiamo continuare a comprare vestiti ogni settimana, purché chi ce li vende ci dica che sono sostenibili (che non vuol dire assolutamente un cazzo). Possiamo continuare a basare la nostra dieta sulla carne, purché venga da allevamenti controllati e rispettosi. Insomma, possiamo continuare a gratificarci sguazzando in consumi inutili e auto-distruttivi, purché chi ce le vende non ci faccia sentire in colpa e che non si inventi di ricordarci che sul Pianeta siamo 8 miliardi.

La verità, temo, è il punto centrale della sostenibilità è la questione del desiderio. C’è una differenza abissale tra la soddisfazione di inseguire qualcosa di sempre nuovo e la capacità di amare e avere cura di ciò che si è scelto. Di dargli spazio e farlo durare nel tempo.

Il desiderio è il motore del mondo, ma se mal indirizzato può condurre in rovina. Gli esempi si sprecano. È ben indirizzato un desiderio le cui conseguenze sono ben più impattanti dell’effimero appagamento che concede? Anche solo egoisticamente, l’ennesimo paio di scarpe vale un futuro in cui sarà impossibile fare un bagno in mare senza ricoprirsi di pattume galleggiante?

Giunti a questo punto, girarsi dall’altra parte fingendo di non sapere - o facendo di tutto per ignorare certe consapevolezze – costituisce una forma di male banale ma non per questo meno dannoso o colpevole. Il sapere costa fatica, almeno nello sforzo di reperire informazioni e tentare di processarle, di individuarne i nessi causali man mano che s’intrecciano.

Queste connessioni tra fatti, nel caso dei nostri vestiti, si intersecano lungo tutto il Pianeta. Solo per tracciare parte della filiera della moda, Matteo e la troupe sono dovuti volare da un punto all’altro del globo. Ma perché è importante conoscere la catena di rapporti di cui siamo l’anello fondamentale?

Perché è ciò che siamo. La nostra identità non è altro che l’intrecciare la nostra esistenza all’esistenza di tutto il resto. Il nostro modo di relazionarci al mondo è ciò che ci definisce, anche a partire dai nostri armadi pieni e con cosa li abbiamo riempiti. Nel contemplare tutto ciò che impattiamo coi nostri consumi, nell’osservare quanto il benessere di pochi costi malessere a molti, sorge un’altra domanda, stavolta più inquietante. È la stessa che Suttree, protagonista dell’omonimo romanzo di McCharty, pone a sé stesso nel mezzo di una notte oscura e tumultuosa: sono un mostro, ci sono dei mostri dentro di me?

Breviario minimo che male non fa:

Smettiamola di comprare cose che non ci servono. Se proprio dobbiamo comprare, scegliere oggetti quanto più indistruttibili e della più alta qualità a cui riusciamo a avere accesso. Oggetti scelti in base alla prospettiva con cui invecchieranno (privilegiando alcuni materiali naturali), metamorfici e durevoli. Oggetti da (stra)usare senza vergogna fino a distruggerli, prendendosene cura. Oggetti da riparare, e considerare quelle riparazioni un valore aggiunto. Oggetti che siano dis-assemblabili, riciclabili o smaltibili quando non più utilizzabili. Oggetti che svaniscano senza lasciare tracce.

Junk - Armadi Pieni è una co-produzione WILL MEDIA e SKY ITALIA con Matteo Ward, regia di Olmo Parenti e Matteo Keffer.

publish on July 31, 2023

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